IGOR GRČKO

Didattica

Il metodo che applico come insegnante di recitazione, fondamentale per la formazione attoriale, si fonda sulla conoscenza e sulla consapevolezza del proprio corpo e sulle infinite possibilità che esso offre sul piano espressivo senza l’utilizzo del background emozionale dell’allievo.

Partendo dal presupposto generalmente condiviso che l’attore deve conoscere se stesso, la didattica predilige l’autostima e la determinazione quale caratteristiche principali di chi desidera fare dell’arte attoriale la propria professione e mira a distinguersi e ad emergere per competenza e originalità.

L’insegnamento non è costituito da estenuanti allenamenti ginnici, ma piuttosto da esercizi elaborati e specifici per la professione attoriale che mirano a costruire un corpo sano e armonico e un processo in cui gli allievi riescono a liberarsi dalle proprie inibizioni, a sperimentare se stessi e ad addentrarsi in un mondo dove corpo e mente viaggiano in parallelo portando l’allievo a diventare un attore organico, espressivo e presente, ma anche un individuo soddisfatto e appagato.
Questi principi li applico anche come acting coach nel lavoro individuale con gli attori.

Biografia

Fin da piccolo frequenta l’ambiente artistico di Grisgnana (Croazia), dove ogni estate si incontrano musicisti e artisti di rilievo di tutta Europa.

All’età di otto anni, sceglie come primo strumento il violino alla “Scuola di musica di Fiume”. Dopo quattro anni entra nell’orchestra della Scuola con la quale esegue vari concerti, ne conseguirà il diploma nel 1980; negli stessi anni entra nella compagnia teatrale del “Teatro della Gioventù di Fiume” e dal 1978 al 1980 recita nello spettacolo teatrale “Robinson Crusoe” nel ruolo di “Venerdì”. Durante le Scuole superiori continua a fare parte della stessa compagnia in qualità di organizzatore e assistente alla regia, scrive poesie e canzoni per un gruppo rock, apprende nozioni di pianoforte e comincia a suonare la chitarra. Contemporaneamente fa parte della squadra di pallacanestro e tennis da tavolo della scuola. Terminato il servizio di leva nel 1985, si mantiene lavorando come operaio in fabbrica, abbandona la musica e si dedica a quello che successivamente diventeranno le basi della sua futura professione: la fotografia e la scrittura. In quel periodo nascono le sue prime opere: due romanzi, Il tempo smarrito (1985) e Perché alla gente non piace la pioggia (1986) e una raccolta di racconti per bambini Le piccole storie (1987).

 

Nel 1987 si trasferisce a Zagabria, presentandosi agli esami di ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica (sezione montaggio cinematografico) e all’Università Grafica. Viene accettato in entrambe le Scuole che successivamente, nel 1991, sarà costretto a lasciare, senza riuscire a portare a termine i propri studi, a causa di eventi bellici. E’ il periodo in cui cominciano i primi approcci con l’arte teatrale e cinematografica: frequenta corsi di biomeccanica teatrale (che getteranno le fondamenta per la sua futura professione di insegnante di recitazione prima e acting coach poi) organizza eventi nel campo artistico, lavora come designer grafico e scrive vari soggetti, treatment e sceneggiature cinematografiche. Nascono i suoi primi testi teatrali: Come diventare dio I (1988), Come diventare dio II (1989) e Caos prima della formazione (1990).

Arrivato in Italia trova i suoi primi alloggi a Cervignano di Friuli in provincia di Udine. Si fa portavoce per i diritti dei profughi, dando vita a una lunga battaglia attraverso articoli sui giornali. Avvia e organizza i corsi scolastici per i ragazzi sfollati dalla ex Iugoslavia con i quali, insieme ai giovani della cittadina friulana, nel dicembre del 1991, dirige lo spettacolo Natale ‘91, mettendo a confronto la fuga di Gesù nel deserto con quella dei profughi della guerra in atto. Negli anni successivi, lavorando come tipografo per mantenersi, continuerà la sua lotta per sollecitare l’opinione pubblica sui problemi dei profughi della ex Iugoslavia facendo conferenze in varie città d’Italia su richiesta di associazioni pacifiste, nonché della Caritas Italiana. Come espressione di questo impegno sociale nasce il suo secondo lavoro, Bambini in guerra /atto senza parole/ (1992), in cui riporta duramente la realtà “dalla porta accanto” dietro la quale, quotidianamente, anche i bambini rimangono vittime di una guerra senza quartiere.

Contemporaneamente comincia a collaborare con il Liceo scientifico “Albert Einstein” di Cervignano del Friuli come insegnante di recitazione che darà vita alla messa in scena del primo testo in lingua italiana I tempi dei sorrisi (1993), con il quale arriva al secondo posto alla Rassegna teatrale, e in cui tratta il difficile rapporto genitori-figli. L’anno successivo, sempre con gli allievi del Liceo realizza I soli (1994), una trasposizione teatrale del celebre romanzo “Il piccolo principe”; parallelamente crea il suo primo laboratorio teatrale e il proprio gruppo teatrale indipendente “Bianco Dritto” con il quale partecipa alla stessa Rassegna fuori concorso con lo spettacolo Multorum te oculi speculabuntur (1994) che mette in discussione i valori religiosi e stereotipati dell’uomo e cerca l’espressione di quel “clown che è in ognuno di noi”.

Lo stesso anno si trasferisce a Roma, continuando a tenere in vita il gruppo che nel 1995 presenterà il suo nuovo lavoro, I superstiti nel quale mette a confronto l’arte di recitare in scena e la finzione di vivere la vita quotidiana. Sarà lo stesso spettacolo (in parte modificato), nel 1996, a segnare il suo esordio sulla scena romana.

Nonostante la difficile situazione economica e sociale dovuta al trasferimento nella capitale, riesce ad organizzare un laboratorio teatrale con regolare frequenza trisettimanale, orientando l’insegnamento sui fondamenti del teatro dell’Est (prendendo come punto di riferimento le basi poste dal regista russo Petr Eršov), biomeccanica e training fisico, ereditato dalle esperienze e dagli studi intrapresi in Croazia. Intraprende una collaborazione con l’Istituto tecnico “Luigi Einaudi” di Roma, dalla quale nasce la messa in scena de La cantarice calva (1997) di E. Ionesco. Consapevole di un’ ancora troppo teorica conoscenza del metodo Stanislavskij/Strasberg, si iscrive all’Acting Training Studio, scuola per attori e registi condotta da Beatrice Bracco, che frequenta dal 1995 al 1997.

Dal 1997 al 1999, periodo in cui lavora come tecnico luci e suono per la compagnia stabile del Teatro dei Cocci, scrive e dirige La conquista dello spazio (altrui) (1997), una parodia grottesca sullo sterminio degli Indiani in America, Crepuscolo (1997), spettacolo in cui una giovane coppia appena sposata cerca un futuro migliore per i propri figli e Antelux (1998) sull’annientamento dell’individuo da parte delle Istituzioni. In queste opere continua la sua ricerca verso un teatro basato sul principio di “dinamiche interattive”, termine coniato dall’autore stesso per sottolineare la fondamentale importanza dei rapporti che si instaurano fra i personaggi in scena e applica tale insegnamento nel laboratorio teatrale che conduce. Dirige per la seconda volta La cantatrice calva di E. Ionesco abbinandola a La lezione dello stesso autore, in un’unica messa in scena interpretata totalmente nella chiave dei film di James Bond. Ne esce una forte satira verso l’indifferenza e l’appiattimento delle masse davanti agli schermi televisivi dove: “quando i morti non si contano più, non contano più”. La lezione, in una versione modificata, sarà rappresentata anche alla rassegna “Notti per Anja” organizzata dal Teatro di Roma a favore del popolo serbo colpito dai bombardamenti, all’apertura del “Festival Internazionale del canto gregoriano” per essere, infine, inserita, insieme alla prima elaborazione della favola di Cenerentola, nello spettacolo Padre Padrone (1999). Nello stesso anno partecipa al seminario di Mario Martone essendo uno dei 40 registi selezionati su 220 e gira Gocce, il suo primo cortometraggio.

Nel 2000 scrive e dirige Il processo a Franz Kafka, ispirato al celebre romanzo, e con il quale matura definitivamente il proprio lavoro sulle“dinamiche interattive” mettendo contemporaneamente in scena, per l’intera durata dello spettacolo, 24 attori e 4 musicisti disposti in una struttura scenografica su tre piani. Seguono spettacoli fortemente segnati dalla sperimentazione: Pericolo di morte (2002), ambientato in una stazione radio durante l’ imminenza di una guerra civile; Maria di Carmela /da ‘Mamma’/ (2003) di A. Ruccello rappresentato alla Rassegna della Fondazione Napoletano; Jacques (2003) tratto da due drammi di E. Ionesco, tornando nuovamente sulle problematiche della famiglia, tema principale anche di Pata-pata (2003) presentato al festival “Espressioni” al Teatro dei Servi a Roma. E’ in questo periodo che inizia a lavorare anche come acting coach preparando attori individualmente per delle performance specifiche.

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La nuova stagione inizia con la messa in scena di Cenerentola (2003), una rivisitazione dell’omonima fiaba ove si sofferma sulle molestie, fisiche e sessuali, all’interno delle mura domestiche e la collaborazione con lo Studio Internazionale dell’Attore “Permis de Conduire” in cui gli viene conferito, oltre alle mansioni dell’insegnante di recitazione, l’incarico di vicedirettore e assegnata la cattedra di “Biomeccanica” che, successivamente, rinominerà “Tecniche dell’Attore”. Per la stessa scuola conduce il corso di “Lavoro sul personaggio”, organizza diversi seminari che riscuotono un notevole successo e porta in scena Clownerie (2004), spettacolo ambientato nel nascondiglio di un’organizzazione terroristica durante il sequestro di un ostaggio.
Continua a studiare e approfondire, nel frattempo, le problematiche dell’attore applicando, negli ultimi anni, al suo lavoro da insegnante, gli studi di W. Reich, A. Lowen e D. Morris. Si interessa ai vari aspetti della psicosomatica e li applica nella sua ricerca nel campo della didattica attoriale. Amplifica la ricerca sul sistema di dinamiche interattive concentrandosi ulteriormente sulle problematiche riguardanti il rapporto corpo-voce-emozione, senza prescindere dall’importanza di una solida preparazione tecnica e del traning fisico dell’attore, da sempre le basi del proprio programma didattico. Abituato a mettersi in gioco in prima persona e sperimentare anche su se stesso, in Spectaculum (2005), oltre a quelli di drammaturgo e regista, indossa anche “i panni” dell’attore. Nel frattempo organizza stages, seminari e un laboratorio teatrale permanente su vari aspetti della recitazione: respirazione e rilassamento, biomeccanica, lavoro dell’attore sulle musiche in scena, improvvisazione, memoria emotiva e corporea, dinamiche interattive e geometrizzazione. Successivamente lascia il ruolo di docente e vice direttore presso la “Permis de Conduire” e, nel 2006, fonda il “Centro Formazione Attori” per dar vita a un insegnamento di recitazione moderno e dinamico, lontano dai canoni accademici, basato sulle leggi della natura, sull’integrità personale di ogni individuo e le relazioni con il mondo circostante. E’ da questa nuova realtà che nascerà, nel 2007, L’eredità, un breve film di 22 minuti in cui vengono esaminate le relazioni tra cinque fratelli dalle quali emergeranno segreti progressivamente più inquietanti in seguito all’improvvisa morte di entrambi i genitori. Nel 2008, con gli allievi del CFA mette per la seconda volta in scena Pericolo di morte. Seguono un film di media durata “Suicidio (2009) in cui cinque giovani donne raccontano, ognuna dal suo punto di vista, la vita di un ragazzo che si è tolto la vita, il cortometraggio 9.7.6. (2010), riflessione sul tifo calcistico e Scoop (2011), critica sul giornalismo sensazionalistico.
Nel 2010 scrive e allestisce Applauso!, spettacolo dalle chiare note sarcastiche che ironizza sull’offerta dei media, dell’abuso di pubblicità e di spettacolarizzazione delle vicende private e delle sorti di inconsapevoli “cavie”, che altro non sono che persone della vita di tutti i giorni. La scena è costellata da oltre cinquanta personaggi interpretati da nove attori che hanno raccolto un grande consenso sia del pubblico che della critica.

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Il 2011 è l’anno del metateatro con l’allestimento di Spectaculum, ambientato in una sorta di laboratorio scientifico surreale ed asettico,in cui si fondono tre piani di rappresentazione della condizione di un individuo: attoriale, “amletiana” e umana, fino a cancellare ogni confine. La stagione si chiude quindi con “Prima della Prima”, che si colloca tra il teatro dell’assurdo e la logica pirallendiana dell’intreccio raccontando delle vicissitudini di una compagnia amatoriale durante i momenti imminenti al debutto.
Nel 2012 porta in scena il monologo per un attore, chiamato ad interpretare cinque differenti personaggi dal titolo Conoscete Nikola Tesla? nel quale, attraverso una ricerca storica e documentata, pone in evidenza differenti interpretazioni attribuiti al geniale scienziato decisamente sconosciuto nonostante detenesse il più alto numero di brevetti registrati nel periodo che va dalla fine dell’800 alla metà del XX secolo. Segue Il Protocollo, spettacolo d’avanguardia, concepito per quattro attrici in scena che, senza nomi né alcuna caratteristica specifica, racconta la storia di una vita tutta al femminile in una cesellatura continua fin nel più piccolo dettaglio. Un’opera teatrale, che per la sua natura di ricerca e innovazione, è stato inserito nell’abbonamento anche nella stagione 2012/13. Successivamente lo spettacolo è stato presentato al Festival TeatrOfficine al Teatro Comunale di Settimo Milanese, al Festival “Inventaria” presentato al Teatro dell’Orologio a Roma, al Roma Fringe Festival e anche al teatro Dialma Ruggiero a La Spezia per poi essere inserito anche nella stagione teatrale successiva e presentato ad aprile 2014.
Nel 2013 mette in scena un’elaborazione personalizzata del film “Une liaison pornographique” con il titolo Sconosciuti in cui racconta una storia di sesso fra due persone nel quale continua con la sperimentazione del cosiddetto “teatro bidimensionale” iniziato con Il protocollo; messa in scena dove la terza dimensione viene completamente eliminata e nella quale, quindi, ogni azione dello spettacolo si svolge sempre alla stessa distanza dal pubblico. Tuttavia, non soddisfatto della resa dello spettacolo, lo ripropone, modificato, rivisitato e con un altro attore, nel febbraio del 2014. L’intervento si rivela giustificato e lo spettacolo riscuote gran successo dalla parte del pubblico.
Nello stesso anno ripropone tre spettacoli già rappresentati in versioni ulteriormente elaborate: oltre a Sconosciuti con Francesco Falabella e Isabel Zanni, ad aprile Il protocollo e per chiudere la stagione a giugno con la nuova edizione di Applauso!.
A fine stagione trasferisce la sua attività dalla dalla capitale al nord Italia e comincia a lavorare come acting coach a tempo pieno. A fine ottobre è già in scena al Teatro Verdi di Milano con lo spettacolo “Francesca da Rimini” scritto da Giuliano Turone. Accetta l’incarico di condurre il laboratorio trasversale del “Progetto Link” a La Spezia, per conto dell’associazione Labulè, promosso dalla Fondazione Carispezia, in collaborazione con l’Istituzione per i Servizi Culturali del Comune della Spezia. Contemporaneamente scrive lo spettacolo “Il mito d’Europa”, un monologo femminile in cui per la prima volta abbina alla regia l’uso della multimedialità creando con le musiche e le proiezioni video proiettate per tutta la durata dello spettacolo un unicum scenico portandolo in scena a marzo del 2015 al Teatro Civico di La Spezia, dove, a giugno dello stesso anno porterà in scena lo spettacolo “Sugo e Ragù” nella serata finale della Rassegna al Teatro Civico di La Spezia realizzato con sedici studenti con i quali ha realizzato un ambizioso progetto in cui la coralità e l’interazione tra i personaggi hanno fatto da protagonista per tutta la durata dello spettacolo.
Nello stesso periodo scrive, insieme a Giuliano Turone, e successivamente dirige, lo spettacolo “E ‘l modo ancor m’offende” che ha portato in diverse città d’Italia tra cui Milano, Monza, Verona, Palermo, Trapani, La Spezia, Monfalcone, Roma e altre.
Nel 2017 aggiunge alle sue attività lo spettacolo “La signora dice”, un monologo che attraverso il personaggio di Lucia Ciotola, la domestica di fantasia della moglie di Carlo Castellaneta, racconta la biografia dello scrittore e giornalista milanese.

Spettacoli

Natale ’91 (Duomo San Michele, Cervignano del Friuli – 1991)

Bambini in guerra /atto senza parole/ – (Cantina sociale, Cervignano del Friuli – 1993)

I tempi dei sorrisi (Teatro comunale, Codroipo – 1993)

Multorum te oculi speculabuntur (Teatro comunale, Codroipo – 1994)

I soli (Teatro comunale, Codroipo – 1994)

I superstiti (Teatro comunale, Codroipo – 1995)

I superstiti (Teatro dei Cocci, Roma – 1996)

La cantatrice calva (Istituto tecnico L. Einaudi, Roma – 1997)

La conquista dello spazio /altrui/ (Teatro dei Cocci, Roma – 1997)

Crepuscolo (Teatro dei Cocci, Roma – 1997)

Antelux (Teatro Furio Camillo, Roma – 1998)

La cantatrice calva (Teatro Agorà, Roma – 1999)

La lezione (Teatro dell’angelo, Roma – 1999)

Padre Padrone (Teatro Agorà, Roma – 1999)

Il processo a Franz Kafka (Teatro Furio Camillo, Roma – 2000)

Pericolo di morte (Teatro Spazio Uno, Roma – 2002)

Maria di Carmela (Teatro Sannazaro Napoli – 2003)

Jacques (Teatro Agorà, Roma – 2003)

Pata-Pata (Teatro de Servi, Roma – 2003)

Cenerentola (Teatro Agorà, Roma – 2003)

Clownerie (Teatro Agorà, Roma – 2004)

Spectaculum (Teatro Agorà, Roma – 2005)

Pericolo di morte (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2008)

Applauso! (Teatro Casa delle Culture, Roma – 2010)

Spectaculum (Teatro Casa delle Culture, Roma – 2011)

Prima della prima (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2011)

Conoscete Nikola Tesla? (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2012)

Il protocollo (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2012)

Sconosciuti (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2013)

Soliloqui (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2013)

Sconosciuti  (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2014)

Applauso! (Teatro Casa delle Culture , Roma – 2014)

Francesca da Rimini (Teatro Verdi , Milano – 2014)

Il mito d’Europa (Teatro Civico , La Spezia – 2015)

E ‘l modo ancor m’offende (Teatro Civico , La Spezia – 2015)

Sugo & Ragù (Teatro Civico , La Spezia – 2015)

La signora dice (Teatro Garibaldi , Lucera – 2017)

Cortometraggi

L’eredità (2007)

Suicidio (2009)

9.7.6. (2010)

Scoop (2011)

In copertina (2013)

Il mio manico (2013)